mercoledì 3 febbraio 2010

A mio padre.


E' nei miei occhi
che è rimasto impresso 
quel tuo sguardo implorante
quando in una fredda mattina di dicembre
l'ambulanza spiegava alta la sua voce.
E tutt'intorno c'era il vuoto
che creava uno stretto varco
 tra le auto in fuga.
Una fuga definitiva dalla tua casa
i tuoi affetti
il tuo mondo.
L'ultima.
Ho capito all'istante di aver sbagliato.
Non ti ho chiesto il permesso di fuggire.
Ed i tuoi occhi elemosinavano nei miei 
continuo rispetto del tuo volere.
Non ti ho aiutato a vivere la morte
ma ho solo agonizzato la tua sofferenza.
Quell'occhiata accigliata
triste 
conscia 
si manifesta nei miei occhi
che riflessi in un vetro
si abbassano smarriti.
Ogni volta.
Non ho mai smesso di pensarti.
Ne di amarti.
Ti rivedo.
Mi sorridi.
Ma non basta.
E' facile chiedere perdono
difficile è perdonare se stessi.
Elisena