lunedì 17 maggio 2010

Il coraggio di essere se stessi.

In frantumi la teca
custode dei sogni di bambino
dopo la confessione
cancella da quel viso
l’ombra del primo sorriso
che a morsi di labbra
svanisce inghiottito.
Oggi è uomo
quel bimbo che amava
ma l’attesa di vita
è tramutata in vergogna
lui ama un uomo
non una donna.
E se questo è il peccato
ne subisce la condanna
della porta che si chiude
all’esilio forzato
da quel giudice
che lui chiama mamma.
Non ci sarà appello
alla sua dichiarazione
essere gay

 per troppi è solo disonore
E il pregiudizio
predomina sull'amore
privandolo ingiustamente
della luce
e del sole.
Elisena